
Costruire,costruire,costruire. L’Impregilo è una multinazionale italiana leader nell’edilizia e nell’ingegneria. Grandi opere, sistemi per l’ambiente, edilizia, concessioni. L’Impregilo c’è sempre. "E’ il braccio di cemento armato di ogni governo" ha affermato Beppe Grillo.
L’Impregilo c’è a L’Aquila,città rasa al suolo dal violento sisma del 6 marzo scorso.
L’Ospedale Regionale San Giovanni è stato messo in funzione( non costruito, ma solo messo in funzione-ci tengono a precisare gli uomini di Impregilo) dalla Cogefar, impresa poi confluita nell’Impregilo. L’Ospedale del capoluogo abruzzese è stato dichiarato inagibile al 90%. Nonostante si trattasse di una struttura nuova e su cui sono stati investiti fondi per 200 miliardi di lire provenienti dalla Cassa del Mezzogiorno, dalla Regione Abruzzo e dai Ministeri dei Lavori Pubblici e dell’Istruzione. "Si è speso nove volte più del necessario", ha affermato Ferdinando Di Orio, rettore dell’Università aquilana ed ex vicepresidente della commissione parlamentare sugli ospedali incompiuti.
Eppure l’Impregilo si dichiara esperta di costruzioni ospedaliere, e a realizzato per l’Italia l’ospedale di Lecco, l’Istituto Oncologico Europeo di Milano, l’ospedale di Modena, quello di Careggi, quello di Poggibonsi, quello della Versilia, l’ospedale di Destra Secchia e “inoltre, ospedali a L’Aquila, Cerignola e Menaggio”.
Non sarebbe il caso, visti gli ultimi avvenimenti, di effettuare qualche controllo?
Ma l’Impregilo c’era anche a Napoli, quando era ricoperta(lo è ancora?) di immondizia. L’impresa aveva ottenuto nel 2000 l’appalto per lo smaltimento dei rifiuti e la costruzione dell’inceneritore di Acerra, che doveva essere costruito in non più di 300 giorni.
Nel 2008 l’inceneritore ancora non era completato e i rifiuti campani venivano smaltiti in Germania pagando cifre esorbitanti(130 euro a tonnellata), in inceneritori costruiti dalla stessa Impregilo.
Nel frattempo a Napoli i rifiuti venivano accantonati in Ecoballe, ma che non erano a norma per essere smaltite.
Intanto l’Impregilo finisce sotto i riflettori della Magistratura: interdizione di un anno a contrattare con la pubblica amministrazione, e sequestro di 750 milioni di euro.
A marzo 2009 l’incerenitore di Acerra viene terminato, e Berlusconi loda addirittura Impregilo: “Sono eroi questi uomini, qualcuno ha cercato di ostacolarli ma hanno tenuto duro”. Gli stessi uomini accusati di truffa allo Stato e tra i responsabili,insieme all’amministrazione napoletana, dell’emergenza rifiuti.
L’Impregilo c’è anche sulla Salerno-Reggio Calabria, dove ha ottenuto uno slittamento ufficiale sui tempi per la consegna del quinto lotto da 60 chilometri. Risultato: ci vorrà non solo più tempo ma anche più fondi. L’Impregilo c’è anche nella costruzione delle Tav, delle centrali nucleari e addirittura della costruzione del tanto discusso ponte sullo Stretto di Messina.
Ma l’attività e la fama di Impregilo non si limitano solo all’Italia. Anche in America Latina e in Africa l’impresa è stata accusata e citata in giudizio a causa di reati che danneggiavano l’ambiente e la salute delle popolazioni locali.
Ma tutto ciò, ci è mai stato raccontato da giornali e tv? In tutti i servizi di questi giorni riguardanti la tragedia abruzzese non sono mai stati fatti in nomi delle imprese che hanno costruito gli edifici con la sabbia, né tantomeno dell’Impregilo. E’ bastata la scusa che l’impresa ha solo messo in funzione e non costruito l’ospedale. Ma cosa vuol dire mettere in funzione? Effettuare controlli.
Toccava all’Impregilo garantire che l’Ospedale fosse agibile. E antisismico.
De tous les actes, le plus complet est celui de construire (Paul Valery) ("di tutti gli atti il più completo è costruire"). E’ lo slogan che si legge sul sito web dell’Impregilo,e che sta alla base della filosofia dell’azienda.
Ecco, costruire. Ma con che materiali?
Gerardo Adinolfi
gerrino@hotmail.it
categoria:beppe grillo, terremoto, impregilo








